Le Foreste Casentinesi patrimonio dell’Umanità

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Le Foreste Casentinesi sono entrate a far parte della Green List stilata dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). La comunicazione ufficiale di fine aprile è un riconoscimento eccezionale per gli amanti della natura - ma non solo. Oltre alla protezione della biodiversità e alla tutela delle foreste, infatti, entrano in gioco molti altri fattori cruciali per l’economia della regione.

Sono già partiti gli investimenti per ampliare la rete delle zone protette, così come quelli per promuovere il turismo sostenibile. Le Foreste Casentinesi, infatti, diventano una meta di escursione ancora più ambita proprio grazie all’inserimento nella Green List. Diventa quindi necessario gestire, organizzare e monitorare il flusso di turisti per proteggere le foreste, habitat naturale di moltissime specie animali. 

Noi di Lam ci occupiamo di bioedilizia e proprio per questo non possiamo che festeggiare lo strepitoso risultato raggiunto dal “nostro” Parco. La conservazione della flora e dalla fauna, l’ottima gestione del Parco e il suo notevole contributo all’economia locale hanno fatto sì che venisse premiato con la più importante certificazione d’eccellenza per le aree protette.

Ma facciamo un passo indietro e conosciamo meglio il Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, con i suoi faggi secolari, le sue aquile e i suoi lupi.

 

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Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: un territorio unico

A cavallo tra l’Emilia Romagna e la Toscana, il Parco copre un’area di circa 36.000 ettari. Dal Lago di Ponte in provincia di Forlì-Cesena a Nord a Chiusi della Verna a Sud, si snoda lungo tutta la dorsale appenninica tosco-romagnola

Il bosco copre oltre l’80% della superficie totale, con la vetta più alta nel Monte Falco a 1658 m slm. In tutto ci sono sette diverse riserve naturali statali, divise in tre Riserve Integrali, a maggior tutela, e quattro Riserve Biogenetiche. Oltre all’area forestale, anche il Santuario della Verna e l’Eremo di Camaldoli fanno parte del Parco delle Foreste Casentinesi.

Faggi di oltre 500 anniaceri, frassini, abeti e tassi sono il cuore di questa foresta, in cui è facile avvistare cervi, daini, caprioli, cinghiali e mufloni. Per quanto riguarda gli uccelli, più di cento specie di nidificanti vivono qui, senza contare i rapaci, Aquila Reale, Gufo reale e Falco pellegrino solo per citare i più famosi. 

Una varietà incredibile di rettili, anfibi e insetti completa la fauna del Parco. Gli impollinatori godono di una tutela specifica, frutto di anni di ricerca e di misure di protezione mirate a salvaguardare il loro benessere. 

E non possiamo parlare della fauna del Parco senza considerare il lupo, il più grande predatore presente nel Parco. Il monitoraggio degli esemplari, la prevenzione del bracconaggio e la promozione della cultura della coesistenza sono gli obiettivi del Parco, che si muove anche su progetti di collaborazione con gli altri Parchi Nazionali in cui vive il lupo, come quello della Majella, del Pollino, del Gran Sasso e dei Monti Sibillini. 

 

Dal riconoscimento UNESCO…

L’iscrizione alla Green List è solo l’ultima di una lunga serie di riconoscimenti per il Parco delle Foreste Casentinesi. L’istituzione dell’ente, che riferisce direttamente al Ministero dell’Ambiente, risale al luglio 1993. Da allora il Parco è cresciuto come realtà radicata sul territorio, organizzando visite, gite e percorsi didattici all’interno dell’area. 

Nel 1985 la riserva naturale di Sasso Fratino, nel cuore del Parco, è stata insignita dell’European Diploma for Protected Areas istituito dal Council of Europe. Si tratta di un riconoscimento quinquennale che premia le aree protette di eccezionale interesse naturalistico.

Nel 2017 la Commissione dell’UNESCO include le Foreste Casentinesi tra i siti “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. In particolare le foreste vetuste, con i loro faggi secolari, sono ecosistemi unici e dal valore inestimabile, che meritano tutta la nostra protezione.

 

…alla Green List IUCN

20 aprile 2021, la IUCN rilascia la comunicazione ufficiale: le Foreste Casentinesi entrano a far parte della Green List insieme al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, invece, viene riconfermato per la terza volta.

Ma cos’è esattamente la Green List? Perché è così importante questo riconoscimento? Partiamo col dire che la International Union for Conservation of Nature, fondata nel 1948 e riconosciuta come “osservatore” dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è l’organizzazione non governativa internazionale più autorevole in materia di conservazione ambientale

Della Green List possono far parte solo quei siti che rispondono agli oltre 50 criteri di giudizio. Oltre a essere ben governati, con la massima efficienza e trasparenza, le aree protette devono avere un effetto positivo a lungo termine sulle aree circostanti e sulla loro economia. L’ambiente naturale deve essere ovviamente tutelato, ma anche fatto conoscere e promosso attraverso un’attenta opera di informazione e divulgazione.

Solo 59 siti al mondo hanno le caratteristiche necessarie per entrare nella Green List. Uno di questi è proprio il Parco delle Foreste Casentinesi. E questo non può che renderci fieri e orgogliosi dei “nostri” boschi.

Se abbiamo scelto di dedicarci alla costruzione di case in legno è perché riteniamo che la sostenibilità ambientale debba essere un valore fondante e condiviso della nostra società. La bioedilizia è, concretamente, l’unica possibilità che abbiamo di costruire nel pieno rispetto della natura. 

 

Per questo vogliamo celebrare con tutti voi le Foreste Casentinesi, i loro faggi, i loro animali e il loro ecosistema. Uniti dalla parte della natura.

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