Tendenza dell’edilizia in legno in Europa e in Italia

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La bioedilizia è un settore in forte crescita in questi ultimi anni. Quali sono i fattori che ne hanno favorito il successo in Italia e nel resto d'Europa?

Finalmente è crollato il vecchio pregiudizio secondo cui le case in legno sono meno resistenti di quelle in edilizia tradizionale. Anzi, è stato ampiamente dimostrato che si tratta di edifici antisismici e resistenti alle fiamme, che garantiscono un confort abitativo eccezionale.

Isolamento termico e acustico e massima efficienza energetica sono le parole d’ordine di queste abitazioni, che si pongono ad oggi come l’unico modo di costruire secondo natura.

La maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale ha fatto sì che la circolarità del materiale, il suo potenziale di smaltimento, il suo peso a livello ecologico vengano tenuti nella massima considerazione.La casa in legno è la risposta a tutte queste necessità e si sta affermando come modello abitativo alternativo all’edilizia tradizionale.

Il panorama nazionale è in grande movimento e, per seguire al meglio i suoi progressi, Assolegno conduce report biennali sulla bioedilizia nel contesto italiano ed europeo. Il Quarto Rapporto Case ed Edifici in Legno relativo al biennio 2018-2019 è l’ultimo pubblicato e testimonia un grande sviluppo dell’intero settore. Vediamo più da vicino cosa ci dicono questi dati

 

Italia

Il Centro Studi Federlegnoarredo ha analizzato tutti i dati di produzione dei costruttori in legno associati. 203 imprese sono state analizzate con la finalità di delineare un quadro chiaro e leggibile della situazione italiana.

Il 7% delle nuove costruzioni è in legno. Ma i dati più interessanti riguardano la crescita del settore delle case in legno: +5% rispetto al 2017. L’edilizia in legno nel nostro paese vanta un fatturato di 724 milioni di euro. Sempre più famiglie optano per la casa in legno, scegliendo il meglio per loro e per l’ambiente.

Distribuzione geografica

Il Trentino è la regione italiana in cui le case in legno sono più diffuse (21%), seguito da Lombardia e Veneto (16%). Sempre il Trentino è il primo della lista per fatturato, ben il 51% del totale italiano. La Lombardia, seconda regione per fatturato si distacca nettamente con il 13%.

Spetta alla Lombardia, invece, il primato per i permessi edilizi, ben 11.015. Seguono Veneto, Emilia Romagna e Trentino.

La divisione tra Nord e Sud è nettissima. La diversa distribuzione deriva sicuramente dalla naturale disponibilità della materia prima legno nelle zone montane, ma anche da una cultura storicamente radicata nelle regioni settentrionali che prevede l’utilizzo del legno come materiale edile.

Settori

Nel 2018, del totale delle costruzioni realizzate, il 79% consiste in edifici residenziali (3147 unità) e il 21% non residenziali (276). Il Terzo Rapporto, relativo al biennio precedente, vedeva la percentuale per il residenziale al 90%.

Cosa indicano questi dati? La casa in legno si sta ormai affermando come modello abitativo, ma anche uffici, scuole, centri sportivi e direzionali, strutture ricettive stanno approfittando dei vantaggi che la bioedilizia può offrire loro.

Come ben sappiamo, infatti, costruire in legno riduce tempi e costi. E se questo è un vantaggio notevole per la singola abitazione, certamente per strutture molto più grandi lo è ancora di più.

Molti dei bandi pubblici dell’ultimo anno richiedevano aziende di bioedilizia, e questo testimonia ancora una volta il trend positivo del settore e la necessità di impostare un nuovo modello di costruire, che sia al tempo stesso produttivo e rispettoso dell’ambiente.

 

Europa

Diciamo subito che, di tutti i paesi europei, l’Italia è quello che ha subito più duramente la crisi del settore immobiliare iniziata nel 2008. Le aziende coinvolte hanno assistito a una vera e propria contrazione del valore della produzione immobiliare e solo negli ultimi anni abbiamo assistito a deboli segnali di ripresa.

Diversi anche i ritmi di incremento della popolazione. L’Italia vede ridursi notevolmente la popolazione residente, mentre nel Regno Unito e in Germania, grazie anche ai flussi migratori, si registra un netto aumento e quindi anche una maggiore necessità di edificare.

All’interno del contesto europeo, comunque, l’Italia si posiziona al quarto posto per la produzione di edifici prefabbricati in legno. Sul podio Germania, Svezia e Regno Unito.

Import ed export in espansione: l’importazione di prefabbricati registra un +9,5%, mentre quella di X-Lam un +27%.

Le esportazioni crescono del 28%, per un valore totale di 50 milioni di euro. Sono dirette soprattutto verso Germania, Svizzera, Croazia, Norvegia e Algeria. Il prodotto italiano riesce a penetrare anche in mercati più solidi, come quello tedesco, e si stabilizza anche nei paesi dove ancora l’edilizia in legno muove i primi passi, come Croazia e Algeria.

 

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Tendenza delledilizia in legno in Europa e in Italia

 

Previsioni per il futuro

I dati registrati nell’ultimo Rapporto Case ed Edifici in legno e il confronto con i numeri del biennio precedente fanno prevedere una crescita costante del settore della bioedilizia in legno.

Di pari passo, cresce anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale. La crisi climatica peggiora ed è sempre più importante trovare un modo ecologico di costruire, che unisca il massimo dell’innovazione, dell’efficienza e del rispetto ambientale.

La bioedilizia è l’unica soluzione. Gli incentivi statali e gli sgravi fiscali per queste costruzioni, come del resto per tutte le tecnologie green (solare e fotovolatico solo per citarne due) testimoniano la necessità e l’impegno concreto per un vero cambio di rotta.

L’Europa, non dimentichiamocelo, ha il goal della carbon negativity entro il 2050. Sappiamo che gli edifici influiscono per il 40% sulle emissioni inquinanti. Pensare di ottenere un risultato concreto in termini di riduzione delle emissioni senza cambiare radicalmente il modo di costruire è una contraddizione in termini.

Quella delle case in legno non è una delle possibilità, ma l’unica via percorribile.

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