Bioedilizia e qualità dell’aria interna

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La qualità dell’aria che respiriamo all’interno delle nostre case è determinante per il nostro benessere. Per chi costruisce case in bioedilizia come noi, il benessere di chi ci vive non è un aspetto secondario, tutt’altro.

Tutto dipende dalle sorgenti interne di emissione e diffusione di contaminanti. In ogni abitazione si possono raggiungere pericolose concentrazioni di inquinanti chimici e biologici.

 

Inquinanti indoor

I materiali usati per la costruzione e l’arredamento rappresentano la principale fonte di inquinamento indoor. Rilasciano inquinanti chimici per tutto il ciclo di vita dell’edificio: da qui la necessità di materiali da costruzione nuovi, sostenibili e salubri.

Formaldeide, composti organici volatili, radon e particolato sono gli inquinanti più diffusi. L’umidità che si diffonde da alcuni materiali, inoltre, genera pericolosi agenti biologici e allergizzanti.

 

Impianti di condizionamento

Anche gli impianti di condizionamento possono essere fonte di problemi. Manutenzione e pulizia eliminano microorganismi e agenti biologici potenzialmente dannosi, attenzione però alle prese d’aria. Se si trovano in punti a elevato inquinamento, come strade molto trafficate, si corre il rischio di “buttare dentro” aria già sporca.

D’altra parte, lo scarso ricircolo d’aria fresca può causare problemi ancora maggiori. In questo caso si parla addirittura di edificio malato.

 

Sindrome dell’edificio malato

Conosciuta anche come SBS (Sick Building Syndrome) e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sua insorgenza è correlata a impianti di ventilazione meccanica e condizionamento che non includono immissione di aria fresca dall’esterno.

Questo problema riguarda edifici moderni o recentemente rinnovati non solo ad uso di civile abitazione, ma anche adibiti a scuole, ospedali, uffici.

Proprio questi ultimi sono stati al centro dell’attenzione nelle considerazioni collegate alla SBS. Si è notato, infatti, un sistematico calo della produttività di coloro che lavorano in un edificio con sistemi di ventilazione inadeguata.

Oltre al fattore economico dobbiamo considerare l’impatto sociale di questa sindrome, valutandone tutte le manifestazioni cliniche. Irritazioni agli occhi, al naso, alle vie respiratorie, sfoghi cutanei, ma anche stanchezza, mal di testa, vertigini e difficoltà di concentrazione.

Nella maggioranza dei casi i sintomi scompaiono dopo l’uscita dall’edificio, ma è evidente che a lungo andare la cattiva qualità dell’aria indoor compromette il benessere degli individui che frequentano questi edifici.

 

In che modo la qualità dell’aria indoor influenza la salute e il confort ambientale?

I composti chimici presenti nell’aria indoor possono causare disagi passeggeri o veri e propri stati di malessere. La gravità dipende dalla tipologia e dalla concentrazione dell’inquinante, dal tempo di esposizione e, chiaramente, dalla sensibilità dell’individuo.

Si distinguono effetti a breve termine, che scompaiono con l’eliminazione della fonte d’inquinamento, ed effetti a lungo termine, che acquistano carattere di cronicità e si manifestano dopo un’esposizione prolungata. In questo caso, i sintomi possono manifestarsi anche anni dopo l’esposizione e diventare potenzialmente invalidanti.

Gli individui più suscettibili sono bambini, anziani e persone con patologie croniche. Anche concentrazioni relativamente basse di inquinanti possono scatenare irritazioni e problemi polmonari.

In particolare, i bambini esposti a inquinanti dell’aria indoor nei primi 12 mesi di vita sviluppano asma, bronchite cronica ostruttiva, malattie allergiche e infezioni respiratorie acute. In Europa l’inquinamento indoor è responsabile del 4,6% delle morti nei bambini da 0 a 4 anni.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato come l’inquinamento dell’aria indoor contribuisca all’aggravamento di patologie preesistenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in uno studio condotto nel 2009 (Global Health Risks: Mortality and burden of disease attributable to selected major risks) ha stimato che l’inquinamento indoor sia responsabile del 2,7% del carico globale di malattia nel mondo.

  

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Bioedilizia per la salute

Alla luce di tutto questo, la salubrità degli edifici diventa di primaria importanza. Abbiamo bisogno di materiali resistenti, solidi e duraturi che garantiscano anche prestazioni in termine di sanificazione.

I biocompositi in canapa e calce soddisfano tutti questi requisiti. Nelle case in bioedilizia possono essere utilizzati per pareti, cappotti, intonaci e pitture.

Garantiscono un ottimo isolamento acustico e termico e aiutano a limitare la dispersione di energia e la dipendenza dai combustibili fossili. Sono più resistenti anche in caso di incendio poiché, come il legno, bruciano in modo controllato, senza collassi strutturali.

Imprigionano le emissioni di CO2 e riducono le emissioni di diossido di carbonio. Il biocomposito di canapa e calce è un materiale estremamente sostenibile: riciclabile e biodegradabile, non crea problemi di smaltimento.

Questi edifici assicurano un confort abitativo ideale perché i materiali naturali regolano l’umidità e azzerano la condensa. I muri e i pavimenti in calce e canapa “respirano” e hanno eccellenti capacità di regolazione, immagazzinando umidità in eccesso e rilasciandola quando l’aria è troppo secca.

L’ambiente interno è salubre e naturale. Possiamo quindi affermare che le abitazioni in biocomposito riescono a tutelare la salute di chi le abita.

Da non trascurare anche il fatto che la calce idrata usata per questi compositi sia ricca di idrossido di calcio, che ha il potere naturale di sanificare e disinfettare gli ambienti a cui viene applicata. Queste abitazioni saranno quindi prive di batteri e virus.

Gli edifici in canapa e calce, come del resto le case in legno, hanno tempi ridotti di esecuzione e molti incentivi economici statali sono stati stanziati per incentivare la loro costruzione.

Tali sgravi fiscali si inseriscono nel percorso europeo di decarbonizzazione. Questi edifici possono essere addirittura carbon negative, ovvero assorbire più CO2 di quanta ne producono: stiamo parlando di costruzioni con un impatto ambientale assolutamente minimo.

Queste case in bioedilizia possono coniugare la massima sostenibilità ambientale a un confort abitativo assolutamente impareggiabile. È il momento giusto per investire sulla salute, la nostra e quella del Pianeta.

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