Case in bioedilizia: i grattacieli

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La bioedilizia è un settore in rapida espansione, in Italia come nel resto del mondo. Si moltiplicano gli edifici ecologicamente sostenibili, smart ed energicamente efficienti a uso residenziale, commerciale o di rappresentanza, di ogni forma e stile, a qualunque latitudine. I grattacieli ne sono un esempio sempre più diffuso.

L’idea che gli edifici in legno non reggano il confronto con quelli in edilizia tradizionale è antiquata e tendenziosa, e anzi, potremmo facilmente dimostrare come sia vero il contrario. Le case in bioedilizia sono qualitativamente superiori a quelle in muratura. Maggior confort abitativo, isolamento termico e acustico, resistenza al fuoco e ai sismi, costi e tempi di costruzione ridotti, totale libertà progettuale… Occorre dire altro?

Sfruttando le qualità naturali del legno, si possono costruire edifici leggeri e flessibili di ogni tipo e grandezza. Il legno ha un peso specifico che è circa un terzo di quello del mattone e un quarto di quello del calcestruzzo.

A parità di superfice, una parete in legno pesa molto meno di una in edilizia tradizionale. Inoltre, gli edifici in legno prefabbricati impiegano un sistema di montaggio a secco formato da telai a incastro, che rendono la struttura flessibile e in grado di assorbire l’energia sismica. Un palazzo in bioedilizia non collassa e non crolla.

Perché questi aspetti sono così importanti? Perché il nostro stile di vita sta cambiando, e la bioedilizia potrebbe essere l’ancora di salvezza per un mondo più vivibile. Il dossier dell’Onu World Urbanization Prospects del 2018 prevede che entro il 2050 almeno i due terzi della popolazione mondiale vivranno nelle città e che molte di quelle che ora sono città diventeranno megalopoli.

È in corso un abbandono delle zone rurali con una conseguente urbanizzazione. Urge trovare una soluzione costruttiva ecologicamente sostenibile e allo stesso tempo in grado di ospitare moltissime persone in spazi limitati. La risposta è una sola: grattacieli. Il primo grattacielo fu costruito a Chicago nel 1885 e, per quanto tutto il resto sia cambiato, il principio alla base di questi palazzi-torre rimane lo stesso: usare lo spazio in verticale piuttosto che in orizzontale.

Sfruttare, in modo sostenibile, le altezze e non le superfici a terra, l’unico futuro per le nostre città è questo. Vediamo quali sono ad oggi i grattacieli in bioedilizia più famosi al mondo.

Mjøstårnet

Si trova nella cittadina di Brumunddal, in Norvegia. Con i suoi 85,4 metri è l’edificio in legno più alto del mondo. Inaugurato a marzo 2019, più che un palazzo è un vero quartiere verticale, che comprende appartamenti, ristoranti, uffici, hotel e sala conferenze. Il legno utilizzato deriva da foreste locali e per ogni albero abbattuto ne sono stati ripiantati due.

La facciata è interamente prefabbricata e anche le travi strutturali sono assemblate direttamente in cantiere e quindi issate in posizione con la gru. È stato questo metodo di assemblaggio che ha permesso i tempi record della costruzione, solo 18 mesi per un colosso da 18 piani. Nel 2018, ancora in piena costruzione, ha vinto il primo premio ai New York Design Awards, il massimo riconoscimento per i progetti architettonici.

 

Mjøstarnet

 

HoHo Wien

Siamo a Vienna, nel quartiere residenziale di Aspern. Il HoHo, iniziato nel 2017 e terminato nel 2020, è il secondo grattacielo in bioedilizia più alto del mondo. È costituito da tre torri, la più alta raggiunge gli 84 metri e conta 24 piani, la seconda 15 piani e l’ultima “solo” 9. Ospita residenze, uffici, ristoranti e servizi commerciali.

Si tratta di un edificio ibrido, legno e cemento armato (solo per le fondamenta e lo scheletro). Il metodo costruttivo è il Cross Laminated Timber o X-Lam: le pareti, in legno lamellare incrociato, sono pannelli pieni che danno vita a edifici massicci e super stabili.

Tall Wood Building

Anche per questa student residence inaugurata a giugno 2017 nel cuore di Vancouver, pannelli in X-Lam con solo le travi centrali in acciaio. Alto 53 metri diviso in 30 piani, secondo la specifica documentazione relativa alla sua edificazione, consente di risparmiare 3700 tonnellate di anidride carbonica, che equivale a eliminare dalla circolazione per un intero anno 2200 automobili.

Treet

Anche l’Albero, il quarto grattacielo in bioedilizia più alto al mondo, si trova in Norvegia, più precisamente a Bergen. Eretto in soli due anni, è alto 50 metri per 14 piani, che ospitano 62 appartamenti, una palestra e una terrazza panoramica. Il 95% del legno utilizzato proviene da foresti norvegesi e questo comporta un taglio drastico alle emissioni legate al trasporto del materiale. Il sistema costruttivo è sempre quello dei moduli prefabbricati assemblati in cantiere, che taglia costi e tempi di realizzazione.

Forte Building

Ci spostiamo a Melbourne e troviamo questo gigante di 32 metri e 10 piani, il primo grattacielo in Cross Laminated Timber d’Australia. Oltre alla struttura in legno, sono state adottate misure per ridurre al minimo l’impronta ambientale, come la raccolta di acqua piovane, l’illuminazione a Led, i parcheggi di car e bike sharing e i giardini pensili. Oltre a costi e tempi sono state drasticamente tagliate le emissioni di CO₂.

 

Questi sono i più famosi grattacieli già completati, ma c’è un cantiere ancora aperto che non possiamo non citare. Si tratta del W350 Project di Tokyo, annunciato nel 2018.

La costruzione partirà nel 2024 e dovrebbe terminare nel 2041. L’edificio dovrebbe raggiungere i 350 metri, da dividersi in 70 piani adibiti a residenze, uffici e attività commerciali.

Sarà il grattacielo in bioedilizia più alto al mondo. Ricordiamo che siamo in Giappone, area ad altissimo rischio sismico. Non è certo un caso che si scelga il legno come materiale per la costruzione di questo edificio ultra moderno.

 

E in Italia? La situazione è più complessa, perché solo nel 2011 il Decreto Monti ha abolito il limite d’altezza di 4 piani per gli edifici in legno. Il fatto che prima di allora fosse necessaria un’istruttoria del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato un potente deterrente all’edificazioni di palazzi in bioedilizia.

Ma ora le cose sono cambiate e a Jesolo è stato costruito un grattacielo alto 47 metri che ospita 24 appartamenti (tutti dotati di impianto domotico) ripartiti su 14 piani. Si tratta della Cross Lam Tower, terminata nell’estate 2019.

L’evoluzione dell’edilizia è tutta qui, edifici capienti e all’avanguardia sotto ogni punto di vista che cambiano il modo di concepire l'idea di casa in bioedilizia. Le caratteristiche naturali del legno si alleano con le tecnologie più moderne per combattere gli sprechi e ridurre le emissioni di CO₂. Il risultato sono strutture ecologicamente sostenibili e dall’eccezionale valore immobiliare.

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