LE CASE DI LEGNO DEL PASSATO

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Quando parliamo di case di legno, molti pensano che si tratti di edifici particolarmente suscettibili all’umidità, agli agenti climatici e al fuoco. In realtà l’idea che quelle in legno siano strutture poco resistenti non è altro che un preconcetto: certo, nell’antichità non esistevano le moderne tecnologie e incendi violenti hanno distrutto interi villaggi, ma oggi gli edifici in legno offrono il massimo della sicurezza e della durata.

Il legno è stato il primo materiale usato per le costruzioni: le palafitte risalgono al Neolitico e da lì in poi l’uomo non ha mai smesso di usare questa favolosa materia prima. Molti di questi edifici sono ancora in piedi, nonostante il passare di secoli e di agenti atmosferici tra i più estremi, come terremoti, tifoni e temperature molto rigide. I due maggiori esempi di strutture erette interamente in legno arrivate fino a noi sono le stavkirke e le pagode.

 

Legno e Vichinghi

Le stavkirke (da “stafr” in norreno, “pali portanti” ) sono chiese medievali erette su pali angolari. Sono caratterizzate da un tetto spiovente molto inclinato: la neve non deve accumularsi o il suo peso potrebbe danneggiare la struttura. Ad oggi rimangono ventotto stavkirke in Norvegia e una in Svezia.

Da sempre, i popoli scandinavi hanno eccelso nella tecnica e nella tradizione della lavorazione del legno. I Vichinghi costruirono case e imbarcazioni e diventarono talmente esperti da riuscire a edificare chiese così resistenti da essersi conservate per secoli. Le prime palizzate vichinghe si sono evolute in stolpekirke, strutture in cui i pali angolari portanti venivano inseriti direttamente nel terreno e in seguito nelle stavkirke, con piattaforme in pietra per proteggere i pali interrati dall’umidità.

Queste fondamenta sono disposte a quadrato o rettangolo, ma lasciano una specie di foro agli angoli in cui sono infilati i pali angolari. La parte superiore della piattaforma presenta una 'guida' in cui vanno inserite tutte le assi verticali che andranno a formare le mura. Sopra il muro di palizzate viene posto un piano di legno orizzontale: la parte sotto della lastra presenta a sua volta una scanalatura per tenere insieme e bloccare tutte le “punte” delle assi di legno. Su queste lastre appoggiano le mensole del tetto, formate da travetti principali, travetti a forbice e supporti in legno. La stavkirke, quindi, si fonda su un sistema di intelaiature e incastri: ogni pezzo è bloccato in posizione dai pezzi contigui in una struttura di incastri perfetti, in una costruzione molto rigida.

Si tende a pensare che le stavkirke siano state edificate su terreni sacri per la religione pagana norvegese: la fusione di più antichi riti vichinghi e culti della magia con il Cristianesimo è evidente in tutte le decorazioni e gli ornamenti. Esemplare è il caso della chiesa di Urnes a Luster, la più antica di quelle ancora esistenti, edificata intorno al 1130 e riconosciuta Patrimonio Mondiale dall’Unesco nel 1979. Sul portone sono raffigurati un serpente e un animale simile a un leone: sono raffigurazioni di Cristo e Satana? O sono il serpente e il drago della leggenda norrena di Ragnarok?

La stivkirke di Heddal, a Notodden, con i suoi 26 metri di altezza, è la più grande: oltre a essere un’attrazione turistica, “funziona” ancora come chiesa luterana. 890 anni di resistenza: basterebbe dire questo per dimostrare come le costruzioni in legno siano tutto meno che fragili. Quanta pioggia sarà caduta sui tetti di Heddal? Quanta neve? Eppure, neanche il freddo norvegese è riuscito a farla cedere.

 

stavkirke

 

Edifici in legno d'Oriente

Spostiamoci dall'altra parte del mondo, in Giappone, dove le pagode, si sono diffuse come templi a seguito dell’influenza buddista da India e Cina. Completamente agli opposti come stile e costruzione, hanno una cosa fondamentale in comune con le stavkirke: esistono ancora. Secoli e secoli di esposizione agli agenti atmosferici non hanno scalfito la loro stabilità né la loro bellezza.

L’edificio in legno più antico del mondo è la pagoda Horyu-ji a Nara, patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1993. Risale al 711, a cinque piani, è alta più di 32 metri e pesa all’incirca 1200 tonnellate. Interamente in legno di cipresso, si è conservata perfettamente nonostante i tifoni e i terremoti che spesso colpiscono quella zona.

La storia della pagoda inizia con lo stupa indiano, una semplice struttura a cupola, per poi però evolversi in Cina in strutture in legno da 3 a 9 piani (sempre dispari!). Qui sono stati introdotti il pinnacolo sulla cima e, per far defluire le violente piogge della regione, gli emblematici tetti aggettanti. Il legno si proteggeva anche con delle vernici colorate e così l’espediente tecnico diventa anche aggiunta estetica. La pagoda di Shakyamuni, risalente al 1056, è il più antico edificio cinese costruito interamente in legno. Alta più di 67 metri è anche la struttura in legno più alta del mondo.

Quando il buddismo arrivò in Giappone nel VI secolo l’architettura dei templi si modificò ulteriormente. I tetti si fecero ancora più sporgenti e sempre più piccoli in alto, i piani assunsero una forma quadrata e il loro numero si assestò a cinque. Sempre presente, invece, il pinnacolo appuntito. In realtà è un prolungamento della colonna centrale, garantisce la stabilità e serve anche da parafulmine. Il legno rimase comunque il materiale da costruzione d’elezione. Molto abbondante e di ottima qualità, ha effettivamente permesso la costruzione degli edifici più longevi di tutto il paese.

Ma come hanno fatto le pagode a essere così resistenti? Il segreto sta proprio nel materiale scelto. Il legno può piegarsi o deformarsi, ma è difficile che si rompa. È il materiale più flessibile al mondo e questo aspetto è fondamentale in un luogo ad alto rischio sismico.

La loro costruzione si fonda su un sistema mensolare unico, il kumimono: i carpentieri avevano capito che, per ottenere una struttura duttile ma resistente dovevano inserire delle giunture che dissipassero l’energia sismica. È un complesso sistema autobloccante di incastri e giunzioni mensolari che trasferisce il peso dai tetti e dalle gronde alla colonna e ai pilastri centrali.

 

pagoda

 

Queste sono solo due delle tipologie di edifici in legno giunti intatti fino a noi, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo, basti pensare alle abitazioni tradizionali russe, alle case di legno dei pescatori alle isole Svalbard o alle storiche case a graticcio in Inghilterra. Sempre legno, in tutto il mondo, in tutte le epoche, per tutti gli usi edificativi.

Nessun altro materiale permette di tradursi così bene in base alle molteplici necessità, e le strutture flessibili contro i terremoti in Giappone come l’inclinazione particolare del tetto contro le nevi norvegesi sono solo alcune delle possibilità. Gli edifici e le case in legno permettono, inoltre, un’integrazione perfetta con l’ambiente circostante e regalano un fascino unico per un’architettura davvero senza tempo.

 

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