FOCUS BIOEDILIZIA: MATERIALI PER UN EDILIZIA GREEN

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Cosa rende una costruzione in bioedilizia realmente green? Chi si affaccia per la prima volta a questo settore deve sapere che i fattori in gioco non sono pochi. Stando ai parametri stabiliti dallo standard LEED (certificazione internazionale per gli edifici in bioedilizia), ci sarebbero almeno una ventina di punti da rispettare per assicurarsi che tutto il processo di costruzione sia davvero rispettoso dell’ambiente.

Tuttavia, ci sono alcuni parametri che pesano più di altri. Un ruolo centrale per ottenere la certificazione LEED (cui si rifà la nostra azienda LAM Ambiente per costruire case in bioedilizia), riguarda la scelta dei materiali. È necessario che l’intera filiera relativa ai materiali per la bioedilizia sia garantita. Dalla fase di produzione, al trasporto, fino alla messa in opera, tutto ciò che riguarda i materiali, naturali e non, deve essere ottimizzato per ottenere il massimo risultato in termini di eco-sostenibilità. 

In questa guida andiamo ad approfondire proprio il mondo dei materiali che possono essere utilizzati per la bioedilizia. Un focus particolare sarà dedicato al legno, considerato all’unanimità una delle migliori risorse naturali per fare edilizia verde, ma farla per davvero.

 

Origine, lavorazione e certificazioni del legno

Legno e bioedilizia, o forse potremmo addirittura dire: il legno è bioedilizia. Nonostante svariati luoghi comuni (che sfatiamo a breve), è proprio il legname il materiale per eccellenza nel campo dell’edilizia sostenibile. Il legno vanta proprietà e caratteristiche uniche che gli permettono di essere ampiamente utilizzato in quest’ambito, garantendo il massimo rispetto e la massima protezione per l’ambiente.

Il legno è una materia versatile e per il momento è da considerarsi l'unico grande materiale da costruzione rinnovabile. L’origine di quello utilizzato per le costruzioni deve necessariamente provenire da particolari foreste dove disboscare non risulta dannoso poiché vi si rispetta il naturale ciclo di rigenerazione della flora boschiva.

 Quando poi si passa alla vera fase costruttiva, non si può dimenticare che le strutture in legno sono solitamente caratterizzate da una combinazione di diversi componenti che insieme forniscono nel complesso eccellenti proprietà:

  • la migliore capacità portante possibile;
  • l'isolamento termico e acustico;
  • protezione dall’umidità;
  • la resistenza al fuoco (incredibile ma vero);
  • una lunga durata.

 

L'aumento della percentuale di legno nelle costruzioni può facilitare la riduzione dell'uso di altri materiali da costruzione, come il cemento e il mattone. Questi materiali da costruzione non sono materiali ecologici e non provengono da materie prime rinnovabili, richiedono una grande quantità di energia per la loro produzione e comportano maggiori emissioni di anidride carbonica.

La fabbricazione di elementi strutturali in legno richiede l'apporto di pochissima energia esterna, oltre all'energia proveniente dai propri sottoprodotti. L'80% dell'energia consumata dalle segherie spesso deriva dai biocombustibili delle loro linee di produzione, come corteccia e trucioli, mentre il 20% è energia elettrica. La fase più energivora del processo è l'essiccazione di tavole e assi. Questa è anche la fase che utilizza la maggior parte dell'energia elettrica per far funzionare i ventilatori degli essiccatoi. 

Quando si producono altri materiali da costruzione, il punto di partenza è sempre costituito da materie prime finite. Sia l'estrazione che la lavorazione richiedono energia, spesso in quantità molto grandi e da combustibili fossili. La fabbricazione del cemento, ad esempio, genera notevoli emissioni di carbonio.

Questa misura delle emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra di un prodotto o di un'attività aiuta le persone a scegliere l'alternativa con il minor impatto sul clima. Il legno è 'negativo' per il carbonio in quanto l'anidride carbonica è immagazzinata nel legno originale e le emissioni associate alla raccolta, al trasporto e alla lavorazione sono trascurabili rispetto alla quantità di anidride carbonica immagazzinata.

 

La certificazione del legno in bioedilizia

Non molti ne sono a conoscenza, ma l’Italia è un Paese che si può considerare piuttosto all’avanguardia in fatto di bioedilizia e, in particolare, per quanto riguarda le certificazioni. Ad esempio, proprio da noi è nata una certificazione come la S.A.L.E., acronimo che sciolto significa Sistema Affidabilità Legno Edilizia.

A livello più elevato abbiamo poi l’ETA: Valutazione Tecnica Europea, che costituisce una valutazione documentata delle prestazioni di un prodotto da costruzione. In LAM Ambiente, noi abbiamo fatto una scelta ben precisa e ci rifacciamo alla certificazione LEED. Si tratta del rigido protocollo cui facevamo riferimento prima, che è e resta facoltativo.

Tuttavia, il LEED è riconosciuto come lo standard più affidabile ed avanzato in fatto di bioedilizia. Dunque, scelgono di adottarlo solo le aziende che hanno davvero fatto dell’edilizia ecologica il perno delle proprie scelte e strategie d’azione. La certificazione LEED permette di garantire che il legno utilizzato provenga da una filiera a impatto ambientale minimo e che l’impiego rispetti tutti i dettami di una costruzione realmente ecologica.

 

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Materiali in bioedilizia: conclusioni

Il legno può sostituire altri materiali da costruzione in molte strutture abitualmente costruite con sistemi dell'edilizia classica, fornendo la stessa funzionalità, se non migliore. Una tale sostituzione di materiale potrebbe portare significativi benefici climatici, dove il legno sostituisce i materiali la cui produzione richiede combustibili fossili e causa elevate emissioni di carbonio. 

Uno studio ha dimostrato che, laddove i prodotti in legno sostituiscono altri materiali da costruzione negli edifici, si stima un fattore di sostituzione medio di 1,6 tonnellate di anidride carbonica per metro cubo di materiale legnoso, che in un appartamento prodotto industrialmente con un telaio in legno raggiunge fino a 16 tonnellate di anidride carbonica. 

Con una maggiore efficienza energetica e una costruzione più intelligente dal punto di vista climatico, la fase di produzione e quindi le scelte dei materiali assumeranno un significato sempre maggiore. Non a caso, secondo il piano a lungo termine dell'UE per un'economia competitiva con basse emissioni di carbonio (chiamato Roadmap 2050), il principale motore di questa transizione sarà l'efficienza energetica. 

Un'economia a basse emissioni di carbonio avrà un bisogno molto maggiore di fonti di energia rinnovabili, di una produzione efficiente dal punto di vista energetico dei materiali da costruzione, di strutture efficienti dal punto di vista energetico e di modalità di trasporto a basso consumo energetico.

In questo contesto, il settore delle costruzioni - di cui la bioedilizia fa parte - ha l'opportunità, a breve e lungo termine, di ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso la scelta di materiali a basso impatto ambientale e di strutture efficienti dal punto di vista energetico. L'aumento dell'uso di materiali in legno fa parte della soluzione.

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