IL VALORE DELLA LUCE IN UNA CASA ECOLOGICA

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Il concetto di luce è tutto nella vita di noi esseri umani. Il suo ruolo è fondamentale in molti ambiti; dal rapporto con la luce dipende il nostro equilibrio psico-fisico, come anche la visione dei colori e la percezione stessa che abbiamo dell’ambiente circostante. Non è superfluo, dunque, constatare anche quanto il concetto di luce e quello di abitare siano intimamente interconnessi.

Oggi come oggi, qual è la prima cosa che ciascuno di noi guarda nella prima visita di valutazione per l’acquisto di una casa o di un nuovo appartamento? L’illuminazione. Nessuno vuole vivere in una casa poco o male illuminata. Siamo quasi istintivamente guidati alla scelta di vivere in ambienti luminosi, dove la luce sia padrona per la maggior parte della giornata.

E se spostassimo tutto questo discorso all’abitare, sì, ma in una casa ecologica, cosa accadrebbe? Qual è il valore della luce nelle case prefabbricate in legno? Questo è un argomento dalle mille sfaccettature che cercheremo di trattare qui in maniera esaustiva. Luce, infatti, nel contesto di una casa ecologica vuole dire tutto.

Dalla scelta delle fonti di illuminazione, al rapporto che la casa ha con il sole e i suoi spostamenti nell’arco della giornata, dal consumo di energia al modo in cui questa viene prodotta: tutto questo ha a che vedere con la luce e il grande valore che le viene attribuito nelle cosiddette green house.


Una green house vive grazie alla natura

Una green house (definizione inglese di ‘casa ecologica’, appunto) per definirsi veramente tale per sostentarsi deve sfruttare quanto più possibile le risorse che mette a disposizione la natura. Questo principio riguarda anche la luce: l’obiettivo è quello di sfruttare al massimo le fonti di illuminazione naturali, come la luce diurna.

Per una progettazione favorevole all’uso di luce naturale è necessario modellare e schermare un edificio in modo tale che, nella maggior parte dei casi, sia ammessa una quantità di luce sufficiente per consentire agli occupanti di vivere o lavorare facilmente.

La configurazione dell’edificio, l’area delle pareti esterne e persino la scelta delle finiture e dei colori interni possono essere influenzati dall’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’illuminazione artificiale che, come noto, ha un considerevole impatto ambientale.

Gli edifici possono essere progettati in modo da sfruttare una sufficiente quantità di luce naturale per la maggior parte del tempo del giorno, tuttavia i sistemi di vetrate devono essere accuratamente selezionati, orientati, localizzati e schermati (se necessario) per regolare la luce naturale e la luce riflessa dal suolo.

Aumentare la superficie delle finestre non è sempre il modo migliore per ottimizzare l’illuminazione naturale. La forma e la posizione delle finestre nella parete esterna sono spesso significative per garantire una migliore distribuzione della luce diurna all’interno. Inoltre, il progetto deve tener conto dell’importante obiettivo di ridurre l’abbagliamento sia da fonti naturali che artificiali.

Case ecologiche in grado di sfruttare il più possibile la luce diurna devono prevedere comunque anche l’illuminazione artificiale, ma deve essere integrata nel modo giusto. Ciò è utile soprattutto per le inevitabili giornate di maltempo e per l’uso della luce alla sera. Incorporare sensori automatici e reattori aumenterà i primi costi di costruzione, ma in seguito – com’è dimostrato - aiuta anche a ridurre il fabbisogno energetico della casa e quindi i costi di esercizio.

Per ottenere un progetto che riduca il budget energetico complessivo e che consenta di svolgere la maggior parte delle attività senza l’illuminazione artificiale, dunque, è necessario un delicato atto di bilanciamento. Tuttavia, è evidente che i vantaggi sul lungo periodo sono davvero rilevanti in termini di risparmio energetico.

 

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L’uso della luce in edilizia ecologica

La progettazione illuminotecnica è solo una delle tante opportunità per realizzare edifici più rispettosi dell’ambiente, ma i suoi effetti sono davvero pervasivi.

Oltre a migliorare notevolmente il risparmio energetico, una buona progettazione illuminotecnica può migliorare gli ambienti interni bilanciando l’illuminazione naturale e artificiale e offrendo così un migliore controllo dell’illuminazione agli abitanti della casa.

Le nuove fonti di luce, oltre a essere più efficienti dal punto di vista energetico, possono ridurre i rifiuti tossici, inoltre, se ben utilizzati, gli arredi e le finiture degli ambienti possono offrire una distribuzione ottimale della luce e il minimo spreco. Andiamo a esaminare alcuni dei modi in cui un buon utilizzo della luce può contribuire agli obiettivi della bioedilizia rifacendosi ai principi della certificazione internazionale LEED a cui LAM Ambiente aderisce.

Riduzione del fabbisogno energetico

La progettazione di un edificio per ottimizzare l’uso dell’energia è un processo complesso che comporta la considerazione della forma di base dell’edificio, la scelta e la distribuzione dei materiali, la selezione e il controllo dei vari sistemi meccanici ed elettrici. Con l’illuminazione artificiale, l’obiettivo dell’ottimizzazione energetica dovrebbe prevedere:

  • la progettazione di livelli di luce ambientale adeguati per gli spazi con funzioni diverse;
  • l’uso di apparecchi che dirigono la luce dove è necessaria;
  • la selezione di lampade più efficienti;
  • l’uso di controlli che spengono automaticamente le luci quando non sono necessarie.

Le tradizionali lampade a incandescenza sono chiaramente da escludere, non solo nell’edilizia commerciale ma anche in quella residenziale, a causa della loro scarsa efficienza. Le lampade fluorescenti e le tradizionali sorgenti luminose a forma di "lampadina" emettono luce in tutte le direzioni, quindi inevitabilmente gran parte della luce viene sprecata all’interno dell’apparecchio o altrimenti persa.

Sistemi di illuminazione più efficienti, oggi disponibili, possono ridurre significativamente le dimensioni e il fabbisogno energetico degli impianti, diventando così ideali per la costruzione di case realmente ecologiche.

Case ecologiche: l’attenzione all’inquinamento luminoso

Uno dei princìpi delle buone prassi relative alle case ecologiche è che già a partire dalla fase di progettazione si dovrebbe puntare a ridurre al minimo l’inquinamento luminoso proveniente sia dall’interno dell’edificio che dalle fonti di luce esterne.

La diffusione della luce artificiale sull’ambiente circostante dovrebbe essere ridotta per migliorare l’accesso al cielo notturno, migliorare la visibilità attraverso la riduzione dell’abbagliamento e ridurre l’impatto sulle proprietà vicine e sull’ambiente notturno in generale.

Per raggiungere questi obiettivi, l’illuminazione di un edificio sostenibile dovrebbe essere progettata in modo da ridurre la quantità di luce emessa in orizzontale o in prossimità dell’orizzonte, e le fonti luminose dovrebbero essere posizionate in modo da mantenere molto bassi i livelli di luce al perimetro della proprietà.

Per l’illuminazione interna con linea diretta verso le aperture esterne trasparenti o traslucide, è necessario scegliere dispositivi che riducano al minimo l’illuminazione in direzione delle aperture stesse. Preferibilmente, l’illuminazione dovrebbe essere controllata per spegnersi automaticamente quando non più necessaria. Per l’illuminazione esterna, il progetto dovrebbe includere solo l’illuminazione utile per la sicurezza e la protezione, con densità di potenza di illuminazione aderenti le linee guida LEED.

Illuminare secondo natura: conclusioni

Come abbiamo visto, ottenere una buona illuminazione rispettosa della natura è una faccenda tutt’altro che semplice. Nonostante ciò, seguire alcuni semplici princìpi e linee guida, come quelli che per noi di LAM Ambiente sono ormai uno standard, può aiutare a vivere in case davvero ecologiche, capaci di ridurre i consumi e sfruttare al massimo le risorse che provengono dalla natura, in primis la luce. 

 

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